I PADRONI DELLA VITA E DELLA MORTE

da | Gen 26, 2024 | BLOG

I PADRONI DELLA VITA E DELLA MORTE

da | Gen 26, 2024 | BLOG

Con il caso di Eluana Englaro credo si sia delineato con drammatica chiarezza quello spartiacque, appena abbozzato tra civiltà e barbarie.

Sui media televisivi si è fatto scempio di due concetti: quello di “scienza” e quello di “amore”.

Ambedue con estrema chiarezza sono apparsi imbrigliati cinicamente nelle maglie del relativismo imperante in questo tempo in cui “thanatos”, (la pulsione di morte) prevale sull’Eros, (pulsione di vita). Tutto questo grazie all’aleatorietà dei significati dati ai due termini citati.

Si parla scienza come fonte di certezza assoluta e la si invoca a dimostrazione di un qualcosa con una millantata certezza che  rasenta un vero e proprio delirio di onnipotenza. I sedicenti scienziati sanno tutto conoscono tutto, perdendo di vista la naturale miopia dell’uomo e la limitatezza delle sua capacità predittive. Fino ad oggi alle 20.10 questo atteggiamento  poteva rappresentare solo una divergenza di vedute (del resto lecita nella pluralità degli approcci), ma da questo momento in poi tutto cambia e viene diabolicamente di nuovo inaugurata la ”rupe Tarpea”.

Il secondo concetto è quello di amore. Ma di quale amore si tratta, amore-dono, amore-interesse, amore-possesso? Chi parla di amore in questo modo probabilmente si colloca tra coloro i quali si sentono proprietari di tutto ed in questo essere graniticamente e narcisisticamente centrati su se stessi si sentono padroni anche  della vita e della morte.

Il modello esistenziale inaugurato con Eluana è quello che afferma che ognuno è libero di interpretare il gesto d’amore a proprio uso consumo, senza tentare di arrivare categorie condivise.

In  questo modo è lecito pensare che la madre disperata perché non riesce a portare avanti una maternità volendo farla finita con la vita si getta dal balcone per liberare anche la sua creatura da chissà quale mostruoso futuro. Oppure quel tale che avendo perso il lavoro (fatto accaduto realmente in America) e non sapendo come mantenere la famiglia la stermina e poi si suicida. Chi si può permettere di dubitare che pur nella follia questo sia stato un gesto d’amore. Ma di quale amore, un amore malato e folle. Ma, già, la follia non è contemplata dai subdoli  portatori di morte, poichè tutto è possibile a tutti.

In tutti i dibattiti che vi sono atti non è stato chiamato in causa neanche un psicologo eppure si è parlato di mente, di psichismo, di relazione. Chissà perché?

Penso, infine, a quel povero cerebroleso che si disgraziatamente trovandosi a perdere i propri affetti pronti a difenderlo, rimane solo in balia di questo mondo. Prima o poi troverà qualcuno a termini di legge, pronto  ad “amarlo” liberandolo dalla schiavitù della sua condizione.

La vita è vita a partire dalla sua fisicità. Eluana era viva ed autosufficiente nell’inscindibile unità di psiche-soma e spirito.  Eluana aveva la sua capacità di relazione, come ce l’ha l’embrione nel grembo materno,  ed è stata amata profondamente e gratuitamente solo a partire dalla sua esistenza, senza contraccambi.

L’essere umano ama anche attraverso la sussidiarietà, e l’uomo che ama in questo modo totale è portatore di speranza. Quale genitore di arrenderebbe finchè c’è una minima speranza di rivedere sorridere il proprio figlio?. Ebbene, è evidente ed indiscutibile, il papà di Eluana si è arreso. L’ha amata? Forse si, ma di un amore disperato e  disperante. Amore disperato come quelli citati più sopra.

Se c’è una caratteristica dell’amore adulto e maturo è quella di farsi dono e di farsi “altro” mettendosi in relazione con un “tu” speciale offrendo le proprie mani, i propri occhi ed infine il proprio cuore. Questa sussidiarietà va ben oltre la mera assistenza, è un esserci “con e per”, nella speranza che da un momento all’altro qualche cosa possa cambiare. Certo chi non conosce Dio non può accedere a questa dimensione di proiezione verso il futuro che va oltre il mistero con cui l’uomo si deve sempre confrontare. Povero lui allora! Dio perdoni coloro i quali si assumono queste gravi responsabilità! Genitori o no, si dovranno guardare allo specchio ogni mattina e potranno darsi qualunque risposta a proprio uso e consumo per tacitare la coscienza, ma verrà il momento in cui, come sempre accade, la verità emergerà ed il rosso del sangue non potrà più essere nascosto.