“PROFETI NELL’OMBRA”: BELLA SILLOGE

Curata da Don Gigetto De Bortoli

Non sono poche le famiglie che vedono nel sacerdozio una soluzione esistenziale per un figlio mediocre o per acquisire prestigio pubblico. (16)

Anche il profeta nell’ombra deve essere santo. (24)

Ascolto come scoperta della propria creaturalità, ascolto come profonda esperienza di Dio, ascolto come percezione della propria chiamata, ascolto come scelta della propria missione. (25)

Ciò che accomuna la donna al profeta è la lunga esperienza dell’ascolto.

Ciò che accomuna i profeti del nostro tempo a quelli del passato è che ambedue le voci chiamano a un’immediata conversione. (26)

Nessuno è profeta a se stesso. Guai a chi compie questo gesto insano! L’auto-elezione è quanto di più equivoco e torbido possa esservi. (28)

Il vero profeta non può tacere, anche se gli costerà caro, il falso profeta non vuole tacere, perché sa che mieterà allori. (36)

A mio avviso umiltà è: dare tutto, dare a tutti, darsi tutto. (38)

 Il termine comunione non deve essere confuso con quello di armonia. (74)

Non esiste obbedienza credibile se non all’interno di un reale clima di comunione, dove la diversità diventa risorsa e non pietra d’inciampo. (75)

Ogni pedagogista sa che non sempre intelligenza e maturità umana vanno d’accordo. (77)

Molto spesso accade che (una denuncia) per un’interpretazione ristretta del foro interno ed esterno è la minimizzazione dell’accaduto. (80)

Di una cosa sono graniticamente convinto: la psicologia non deve entrare nel discernimento. (82)

Sussistono (in certe persone) delle capacità di mimetizzarsi oltremodo fini, al punto da poter tendere trappole efficaci anche a uno psicologo esperto. (87)

Cristo è l’Amato e lo Sposo sia per il consacrato che per la consacrata, poiché Egli è Agente e Azione, Egli è il Verbo, Egli è l’Amato e nello stesso tempo è l’Amore. (100)

Matrimonio e Ordine possono, con tutta serenità, essere considerati quali Sacramenti Sponsali che racchiudono il gesto di Dio: la Creazione. (102)

Il senso non dice il che cosa, ma il dove e il perché ci si muove in una certa direzione: i princìpi ispiratori e le motivazioni etiche di fondo. (107)

Se duemila anni fa un vagito ha squassato il silenzio di Dio, questo vagito echeggia ancora oggi, trasformandosi nell’universo e nel nostro intimo come espansa gioia cosmica. (113)

È mio convincimento intimo che il consacrato sia nel mirino del maligno più di chiunque altro. (117)

Le cicatrici sono testimonianza visibile del buon combattimento, in cui qualche volta si vince e qualche volta si perde. (122)

Il sacerdote che continua gli studi immediatamente dopo l’ordinazione è equiparabile a un marito che subito dopo il matrimonio, senza neanche fare il viaggio di nozze, lascia la moglie a casa per andare in missione da qualche altra parte del mondo. (133)

Quando le tensioni interiori esplodono, le difese cadono e quello che prima poteva essere facilmente contenibile non lo sarà più. (134)

Una vita sacerdotale senza preghiera è simile al rischio per un radiologo che entra nella sala raggi senza protezione. (136)

La debolezza del celibato corrisponde anche alla debolezza della paternità. (160)