SCUOLA E GENDER: LA FOLLIA DELL’OMS

Il pericolo viene dalle linee guida OMS

Secondo il documento sugli standard per l’educazione sessuale nelle scuole varato dall’ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità già all’asilo nido bisognerebbe “educare i bambini” alla nudità, all’autoerotismo infantile precoce e ai “diversi tipi d’amore”

di Mirko De Carli

Chi ben comincia è a metà dell’opera: già dall’asilo nido si dovrebbero educare i bambini alla nudità, all’autoerotismo infantile precoce e ai diversi tipi di amore.
Tutto questo viene esplicitato in maniera chiara e dettagliata dal documento sugli standard per l’educazione sessuale in Europa: un documento di cinquanta pagine realizzato dal Centro federale per l’educazione alla salute di Colonia (Germania), per conto dell’Ufficio regionale per l’Europa dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità). Per definirlo queste istituzioni si sono avvalse del contributo di una ventina di “esperti” (in maggioranza donne) di nove Paesi (esclusa l’Italia) di varia formazione (dalla medicina alla psicologia alle scienze sociali): sorprende il fatto che nessun genitore sia stato chiamato a prendere parte ai lavori in qualità di consulente.Ma qual è la finalità di un simile documento? La troviamo descritta in questi termini: realizzare un «quadro di riferimento per responsabili delle politiche, autorità scolastiche e sanitarie, specialisti». In poche parole: l’Europa definisce ciò che è moralmente corretto, superando retrogradi e discriminanti processi educativi fino ad oggi presenti. Peccato che lo faccia calando dall’alto una normativa che di educativo non ha nulla, anzitutto perché non parte dal punto di osservazione decisivo dei genitori.
Approfondendo le finalità si legge ancora l’intenzione di «sviluppare atteggiamenti rispettosi ed aperti che favoriscono la costruzione di società eque»: in realtà questa si dimostra l’ennesima etichetta radical chic (paragonabile a quella delle pari opportunità inserita nel ddl Cirinnà) per celare il più grande tentativo di corruzione di minorenni che sia mai stato realizzato.
Un’operazione pericolosissima che viene proposta alle scuole europee attraverso un linguaggio neutro e gentile, evidenziando semplicemente la necessità di offrire ai bambini e ai ragazzi “informazioni imparziali e scientificamente corrette su tutti gli aspetti della sessualità”. Ma ora vediamo concretamente come si applicano queste “informazioni”. Nello specifico le ‘istruzioni per l’uso’ rivolte agli insegnanti sono le seguenti (raccomandati dall’Oms in base alla fascia di età):
0-4 anni: gioia e piacere nel toccare il proprio corpo; diritto di esplorare la nudità e di essere curioso; autoerotismo infantile precoce; gioco del dottore; diritto di esplorare le identità di genere; diversi tipi di amore.
4-6 anni: raggiungimento di sensazioni di benessere; accettazione delle diversità; amicizia e amore verso persone dello stesso sesso; diverse concezioni di famiglia; miti sulla riproduzione; sensazioni legate alla sessualità come componenti della gamma delle sensazioni umane.
6-9 anni: cambiamenti del corpo, mestruazioni, eiaculazione; idea base della contraccezione; i diversi metodi contraccettivi; acquisizione del concetto che si può influire sulla propria fertilità; rapporti sessuali; amori segreti, primo amore; matrimonio, divorzio, convivenza; riconoscimento delle differenze.
9-12 anni: organi sessuali e riproduttivi interni ed esterni e loro funzioni; riproduzione e pianificazione familiare; uso corretto di preservativi e contraccettivi; prima esperienza sessuale, orientamento di genere; accettazione, rispetto e comprensione delle diversità nella sessualità e nell’orientamento sessuale; differenze fra identità di genere e sesso biologico; consapevolezza dell’influenza di genere, età, religione, cultura, ecc. sulle relazioni; influenza positiva della sessualità sulla salute e il benessere.
12-15 anni: strutture familiari e cambiamento delle strutture familiari; senso di responsabilità rispetto alla prevenzione di infezioni sessualmente trasmesse (IST); senso di responsabilità rispetto alla prevenzione di gravidanze indesiderate; riconoscimento e accettazione dei diritti
sessuali propri e altrui.
15 anni e oltre: visione critica delle diverse norme culturali/religiose inerenti il corpo umano; cambiamenti nella fertilità legati all’età (gravidanza surrogata, riproduzione medicalmente assistita); assunzione di decisioni informate sulla contraccezione e le gravidanze (indesiderate); scelta consapevole del contraccettivo e uso corretto del contraccettivo prescelto; diritto di abortire; passaggio da possibili sentimenti negativi, dal disgusto e odio verso l’omosessualità all’accettazione e all’apprezzamento per le differenze nel campo della sessualità.
Leggendo queste parole si può ben vedere quale sia il senso più autentico di un simile documento: lo sdoganamento del sesso come semplice strumento di piacere; la diminuzione dell’età delle prime esperienze sessuali inserendone all’interno anche la promiscuità sessuale; l’accettazione del concetto di “identità sessuale” (sganciata dal concetto di natura sessuale) sviluppando la moltiplicazione degli orientamenti sessuali.
In tutto questo risulta centrale e decisiva la figura dell’educatore, il quale diventa l’unico soggetto titolato a “istruire” i bambini sin dall’asilo nido alla sessualità. E i genitori in tutto questo che ruolo hanno? L’educazione sessuale del loro figlio non è qualcosa che li riguarda. Assolutamente no. Scopo di questo documento è proprio quello di strappare sempre di più il figlio dal legame genitoriale e quindi distruggere l’istituto della famiglia sin dalla nascita. Concetti come “amore”, “intimità”… propri del percorso educativo e formativo compiuto dai nostri genitori (penso all’educazione che ho ricevuto da bambino e che tanti come me hanno vissuto) scompaiono per far spazio alla più materialista e becera “pratica sessuale”.
Risulta quindi chiaro come questo documento sia frutto di precisi gruppi d’interesse che tentano di imporre globalmente il loro disegno ideologico che ha come unico scopo la distruzione della famiglia. Confermano questa tesi molti altri casi in cui le Nazioni Unite e i loro enti si sono dimostrati tutt’altro che neutrali e al di sopra delle parti, ma al contrario molto interessati a tutelare gli strumenti di potenti lobby anticristiane. Ma il problema non è semplicemente difendere la visione cristiana dell’uomo, bensì affermare che la persona è, come la famiglia ex art. 29 della Costituzione italiana, un soggetto “naturale”, la cui natura viene prima della legge, la quale deve riconoscerla e tutelarla, non imporne una propria.