IL SENSO DELLA VITA, LA VITA SENZA SENSO

da | Ott 21, 2026 | BLOG, BLOG ARCHIVIO

IL SENSO DELLA VITA, LA VITA SENZA SENSO

da | Ott 21, 2026 | BLOG, BLOG ARCHIVIO

Non posso esimermi dal gettare uno sguardo puntuale su quello che sta accadendo in questi ultimi giorni in Europa, nel Medio Oriente, nel Mondo, ma soprattutto su fatti di grande attualità a noi vicini, che generano enormi interrogativi nei semplici cittadini, fino agli amministratori, ai coloro i quali sono deputati all’ordine pubblico.

La reazione emotiva, di fronte alle immagini televisive che abbiamo visto e ai commenti che ne sono seguiti, ha accomunato tutti, ma quella razionale non è stata la stessa.  Tuttavia, è dall’emozione che emerge una domanda fondamentale che si pone la persona sensibile che non si accontenta di subire gli eventi per salire poi in “piccionaia” facendo calare sulla scena giudizi sommari basati su ideologie faziose e verità parziali. La domanda è la seguente: ma che senso ha tutto ciò!

Per capire il senso delle cose o dei fatti durante la nostra esistenza dobbiamo rifarci al più ampio senso della vita che ogni persona dovrebbe avere conquistato per sé stesso.  Questo percorso inizia dalla nostra infanzia e quanto meno si protrae fino all’età adulta per consolidarsi e accompagnarci per sempre.

Il senso della vita non si trova sui banchi di scuola, nelle università, nel mondo del lavoro, ma nella famiglia e contemplando il mondo che li circonda capace di imprimere la sua bellezza nella loro mente e nel loro cuore. Esso stimola a custodire i sogni che genera, spinge a considerare preziose le curiosità che derivano dall’osservare i suoi stupendi meccanismi fino a far desiderare di volerne far parte come attori e non solo come spettatori (non solo come distruttori).

Il senso della nostra vita ha come incipit la fantasia, parte integrante dell’esperienza ludica senza la quale ogni sperimentazione diventa arida, senza fecondità.

Ora veniamo a quello che sta accadendo ai giorni nostri in parte sotto i nostri occhi. Guardando quello che è accaduto a Milano il 18 ottobre viene da chiedersi quale è il senso di quella devastazione, di quella violenza? Giovani e giovanissimi sapevano veramente quello che stavano facendo? Si stavano chiedendo quale era il senso del proprio agire? Io credo di no, e ne sono convinto per una sola ragione: non si può avere questa consapevolezza se non è stato ancora maturato il senso della propria vita: chi sono, chi voglio essere e dove voglio andare.

Il mondo che li circonda che cosa offre loro? La famiglia, la società, in una parola il mondo dei grandi, anche quelli che dopo averli disincantati pretende che si comportino bene, in difetto di ciò invece di porsi delle domande.   ora li giudicano e si preparano alle punizioni esemplari. La gratificazione e la punizione sono il timone del sano atto pedagogico, bisogna però vedere quale è la credibilità di chi le commina. La storia è piena di “cattivi maestri” che salgono sugli scanni dei giudici.

Dobbiamo essere consapevoli che i corrosivi del senso della vita della gioventù non sono evidenti, si celano nell’ombra dietro alle “app” dei telefonini e tra i social, tutti fonte di angoscia e di narcisismo estremo. Purtroppo, quelli che li giudicano sono gli stessi che li utilizzano come merce di scambio, millantando di offrire una libertà che ha più il sapore dello schiavismo. Come si potrà mai raggiungere la consapevolezza del “chi sono” se la loro immagine riflessa nel display di mescola con un turbinio di avatar. Coloro che oggi sono pronti ad emanare leggi inflessibili, per la soddisfazione dei tagliagole, coglieranno solo la parte più superficiale del loro disagio, non riusciranno mai a penetrare la loro anima ferita dai “grandi” vergognosamente infantili. Li condannano ad una morte peggiore di quella fisica, la morte della loro speranza.

Voi direte, ma allora? Da questa storia ci sono solo due certezze: chi sono i rei e quale è il reato. Ma chi sono i giudici, quale senso hanno dato alla loro esistenza per assurgere a un compito così grave, quale è il loro stile di vita? Basti guardare i dibattiti politici, in televisione, nelle aule parlamentari. Cosa hanno da insegnare questi cattivi maestri di “machismo” (uomini e donne accomunati da questa deteriore atteggiamento), brutali e volgari nel linguaggio, spesso falsi nelle loro affermazioni, Inaffidabili nelle loro promesse, tiranni e sordi. Essi sono lontani mille miglia dal poter comprendere prima di agire, dando seguito ad azioni viscerali e irrazionali. Chi non riflette prima di agire è destinato a fallire e a condurre altri al fallimento.

Mentre si imputa   ai giovani quasi un destino geneticamente determinato (maranza) che li spinge alla violenza, (lettura a cui neanche Lombroso sarebbe mai arrivato), la violenza satura l’aria che respiriamo e respirano. Entra nelle nostre case, nel mondo del lavoro (Homo hominis lupus), nella finanza (tutto si vende e tutto si compra, (Homo oeconimicus), tutto si cambia e si manipola (Homo technologicus). Mentre giudicano quello che hanno davanti agli occhi ignorano che dietro di loro centinaia di migliaia di uomini e donne innocenti stanno morendo nelle zone di guerra o dove si stanno perpetrando genocidi ignorati o giustificati.

Questo scenario è sotto gli occhi tutti. Per adulti, giovani e bambini è una lezione quotidiana, uno stillicidio perverso e tossico. di cui noi vediamo solo alcuni lampi di disagio destinati ad aumentare per l’ottusità e superficialità di chi, rifiutandosi di comprendere la genesi di tutto, pretende, da cattivo maestro di insegnare a conquistare il senso della vita solo aumentando la repressione e le strategie punitive.  La storia non ha insegnato loro nulla, eppure anche quelli che ancora oggi si muovono in questa direzione stanno sperimentandone il fallimento. Negli USA ogni due per tre qualcuno entra in una scuola compie un eccidio. In questi paesi chi giudica sono quelli che pretendono di insegnare ai giovani il senso della vita fornendo ai giovani le armi più sofisticate per aumentare il loro business.

I giovani di oggi sono full immersion in questo mondo torbido e ingiusto, composto da adulti autocelebrativi e perversi fissi sul loro ombelico. Non solo, ma quelli che hanno più potere, quei pochissimi che detengono il potere sul mondo, hanno trasformato il loro ventre in un vorace “buco nero” che tutto inghiotte e a cui, per il momento, nessuno sembra potersi sottrarre, figuriamoci i giovani.

Per commenti: diaconoermes.blog@gmail.com