COME ALI DI FARFALLA. IL LINGUAGGIO DELL’AMORE

da | Nov 25, 2025 | BLOG

COME ALI DI FARFALLA. IL LINGUAGGIO DELL’AMORE

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Alla vigilia della Giornata Internazionale sulla Violenza sulle Donne, piaga terribile di questo tempo, non potevo esimermi dal sottolineare con un mio contributo il mio forte disappunto e dolore manifestando cosa intendo per amore credibile e coerente con la nobiltà del sentimento che contraddistingue la componente più elevata della natura: l’essere umano.

In nessun caso l’amore è solo quello che viene dichiarato a parole. Tuttavia, è stato quasi sempre così fino a pochi istanti prima di commettere l’orrendo crimine. Vale chiedersi allora: ma di quale amore si trattava quando poi  veniva sconfessato nel peggiore dei modi.

E’ una domanda che mi sono posto anche da addetto ai lavori, da indagatore dell’animo umano da circa mezzo secolo, e purtroppo non sono riuscito a darmi una risposta soddisfacente così come molti altri miei colleghi. Sappiamo solo che dietro le quinte si trova quasi sempre la stessa matrice: un legame negato, un abbandono, un sentimento mortalmente ferito, a cui veniva risposto con una improvvisa metamorfosi che avrebbe cambiato l’amore dichiarato a parole in un atto feroce, di rabbia sadica o addirittura omicida.

Allora ho cambiato la prospettiva della mia speculazione: se non bastava capire perché questi fatti accadono, potevo individuare i segni premonitori oppure mettere a fuoco quello che, a mio avviso, è il modo più bello per comunicare il proprio amore a qualcuno secondo il paradigma che ho proposto nel titolo.

Desidero, perciò, descrivere il contesto comunicativo e affettivo che esalti quei sentimenti che richiedono, prima ancora dei colori forti della passione, i toni tenui e leggeri della delicatezza e del rispetto.

Per questo ho scelto un’immagine della natura che mi ha sempre affascinato ed emozionato: il battito di ali di una farfalla. Chi ha avuto la bellissima esperienza di essere gratificato dalla fiducia di una farfalla che misteriosamente è andata posarsi sul dito o sulla mano, sa bene di che cosa sto parlando. L’impercettibile sensazione di contatto non toglie nulla alla commozione e alla bellezza cromatica delle ali che sembrano salutare il prescelto con un emozionante “battimani” di amicizia e di fiducia.  In quei momenti di grazia a chi verrebbe in mente di fare un gesto violento che produrrebbe, inevitabilmente, la reazione di paura e di difesa di quel bellissimo insetto? Se si vuole che questo incontro ravvicinato duri il più possibile è necessario comportarsi di conseguenza, cioè rispondere alla delicatezza con la delicatezza, sfiorando e non toccando grossolanamente (anche con le migliori intenzioni) affinché la fiducia si alimenti in entrambi.

Credo che a questo punto sia chiara la similitudine per due che si propongono all’amore. Chi ama e si avvicina è come una farfalla che con delicatezza e fiducia, si aspetta analogo atteggiamento di accoglienza. Le carezze e i gesti devono essere valutati attentamente per essere vere manifestazioni di affetto, certamente, ma anche sulla base della reciprocità, del rispetto assoluto e del contraccambio. Non bastano le parole dichiarate!

Ora è venuto il momento di uscire dalle immagini poetiche e romantiche del paradigma per entrare nella concretezza della realtà. Nel mondo reale i due proponenti amore sono reciprocamente nella posizione dell’essere mano (dito) oppure farfalla. Chiunque prova un sentimento di amore verso qualcun altro (indipendentemente se un uomo o una donna) è certamente una farfalla, che si abbandona fiduciosamente alla credibilità dell’accoglimento della proposta, e chi offre la mano deve essere consapevole di questo privilegio e che dalla sua reazione dipenderà il futuro della relazione.

Ora chiediamoci, quanti precursori nel tempo sono apparsi alla farfalla per rendersi conto che lo sgarbo, il gesto più meno violento avrebbero rappresentato in un futuro non molto lontano fonte di inquietudine o addirittura di pericolo? Alla farfalla lo scuotersi della mano (se non il primo, almeno il secondo) o il tentativo di appropriazione stringendo le ali nei polpastrelli, magari per non fare del male,  finendo con il toglierle la libertà, è sufficiente per indurla ad allontanarsi.

Dobbiamo riconoscere con tutta onestà che la natura, nel mondo animale, è molto più saggia e prudente di fronte ai pericoli rispetto a noi umani e dovremmo imparare da questi meccanismi di protezione, ma anche della delicatezza dei comportamenti.

Per quanto riguarda le relazioni tra esseri umani questo è vero più che mai in quanto nel mondo dei sentimenti diventiamo tutti più fragili e vulnerabili. Per questo, prima ancora che le ferite della violenza fisica vengono quelle del cuore, generate dalla delusione e dal disincanto di belle parole non suffragate dai fatti, anzi con fatti addirittura contrari alle promesse diventate infedeli. Le ferite fisiche (e prima o poi anche quelle psicologiche) alla fine si rimarginano, ma quelle del cuore sono tremende, sono longeve e talvolta eterne, demoliscono la fiducia negli altri e peggio che mai nell’amore raddoppiando le conseguenze del crimine.

In questa prospettiva di rispetto e dei criteri dell’amore credibile, non c’è solo il rapporto uomo-donna e viceversa. Ma anche le relazioni famigliari fondanti: genitori-figli, fratelli tra di loro. Il grossolano stile di famiglia di oggi deve radicalmente cambiare se si vuole che le nuove generazioni crescano fiduciose, ma anche prudenti, nella prospettiva di un amore sano e credibile. D’altronde non è questa la migliore eredità da lasciare alle giovani generazioni?

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