Il copione si ripete! Si tratta della storia moderna americana in riferimento alla saga del racconto epico dei pionieri di due secoli fa, considerati i fondatori di quelli che sarebbero diventati gli Stati Uniti di America. Essendo tutti europei erano affamati di un bisogno forsennato di terra per poter sopravvivere più che animati da una idea nazionale. In una prima fase, dal 1829 il racconto tramandato si articola sull’epopea di lunghe carovane dirette verso ovest alla ricerca di terre fertili di cui assumere la proprietà. Ovviamente, nel percorrere terra sconosciute, non potevano non intercettare i nativi americani naturalmente proprietari della terra che volevano conquistare.
Gli scontri furono inevitabili con eccidi sia da una parte che dall’altra. Tuttavia, le cose iniziano a cambiare a partire del 1860 allorquando, alla fine della guerra civile, questo esodo viene benedetto dalla autoproclamata nazione americana e protetto dall’esercito. Frecce e archi si trovano a confronto con carabine, pistole e mitragliatrici (inizia la lobby delle armi, con la famiglia Winchester in testa!) e di fatto svaniscono gli ideali dell’epopea. Prendono il sopravvento gli interessi dei grandi latifondisti (e banchieri) che vedevano nel West una fonte di immensi guadagni. Scompaiono perciò i pionieri della prima ora che diventeranno manodopera (anche criminale) per i detentori di grandi capitali.
È proprio in questo secondo periodo che l’esercito americano si macchia degli eccidi più efferati documentati storicamente e giustificati ideologicamente con la descrizione degli indiani come “brutti e cattivi” (Sand Creek, Washita, Wounded Knee). Donne, anziani e bambini vengono massacrati senza pietà dai soldati americani, con l’appoggio della neonata autorità, autorità che continua anche nei nostri giorni visto che, mentre scrivo risultano negli Stati Uniti più di trecento riserve indiane. La loro presenza viene spacciata come tutela della cultura e delle tradizioni di ogni singola tribù. In realtà la vita nella riserva è un concentrato di povertà, disoccupazione e alcolismo.
Cosa sta accadendo oggi a Gaza e in Cisgiordania? Lo stesso copione a distanza di due secoli viene esportato e acquisito proprio da quella cultura (israeliana) particolarmente porosa osmoticamente verso l’ideologia di oltre oceano. Non si chiamano più pionieri ma “coloni”, non sono protetti dal Settimo Cavalleggeri, ma dall’IDF, (di cui in fondo non sono altro che una riedizione storica), non dalle carabine e dalle pistole, ma da blindati e carrarmati. Tuttavia, l’ideologia è la stessa, la conquista della terra basata sull’arbitrio e la prepotenza. Nessuno si deve opporre, al massimo Israele concederà degli enclave simili alle riserve indiane (altrimenti lo sterminio!). Agli indiani brutti e cattivi oggi vengono sostituiti i palestinesi. Come allora i pionieri, i coloni, con la loro ferocia e prepotenza, vengono protetti e tutelanti dall’autorità israeliana e utilizzati quale strumento terroristico per allontanare i palestinesi dalla loro terra. La loro brutalità viene utilizzata per raggiungere l’obiettivo del Heretz Israel (il Grande Israele). Alla fine, si tratta del sogno MAGA trasferito al centro del Mediterraneo.
La differenza tra le due saghe è che la protezione ideologica e mediatica di fine Ottocento ha giocato favore di questa immagine distorta dei cattivi e degli eroi. Lo dimostra la filmografia che dura fino ai nostri giorni a cui intere generazioni hanno aderito e con cui sono identificati. Io stesso, giunto alla mia ragguardevole età, ho fatto parte di quella generazione di bambini che desiderava ardentemente ricevere dalla Befana un cinturone con pistola e un cappello da cowboy con annessa stella da sceriffo.
Anche se il tempo dell’infanzia è passato ancora oggi sopravvivono generazioni di adulti del mio tempo che continuano ad essere affascinate e irretite dal mito del Far West, facendo una grande fatica a ravvedere in questi film una menzogna che dura da secoli e che è sfociata, e continua a farlo, nella criminale apologia di razzismo, visto che gli indiani ci sono ancora e soffrono una dolorosa emarginazione. Questa dura verità mi fa ancora arrossire dalla vergogna! La stessa vergogna che dovrebbero provare registi, attori e case cinematografiche, sia americane che quelle italiane che colpevolmente le scimmiottano (spaghetti western).
Per ritornare al tema in oggetto, non è peregrino l’avere associato due fasi a due nazioni, USA e Israele, accomunate, tra l’altro, da una eterogenea composizione etnica, così come eterogenea è la loro sovrastruttura morale, nonché la discutibile solidità dell’identità religiosa. Inoltre, nel momento attuale, Israele e Stati Uniti sono anche legati da tanti interessi economici, che vedono nell’annessione della Cisgiordania opportunità di ulteriore arricchimento per i Paperoni dell’una e dell’altra parte.
Le lobby dele armi e i potentati economici negli States hanno tutto da guadagnare sia dal conflitto che dalla fine del conflitto in Medio Oriente. È lo stesso epilogo della saga americana: Inizia con il bisogno della terra da parte dei coloni, passa poi nelle mani dei cercatori d’oro, e poi finisce con l’utilizzo della manodopera (anche quella criminale) per consentire a pochi di gestire il potere.
La storia di Grandi Famiglie Americane, che ancora oggi detengono uno smisurato potere economico-politico, attinge a questa fase storica degli USA e non sempre possono vantare l’onestà nell’agire dei loro progenitori. <se si fa una ricerca storica più si arretra nel tempo e le notizie si fanno approssimative. Ma ormai chi se ne ricorda! Nell’oblio della memoria la storia passata può essere riscritta a proprio uso e consumo, non tanto per onorare il passato, quanto per manipolare il presente ed il futuro.
