HIROSHIMA 6 AGOSTO 1945. TUTTO È GIUSTIFICABILE?

da | Ago 7, 2026 | BLOG, BLOG ARCHIVIO

HIROSHIMA 6 AGOSTO 1945. TUTTO È GIUSTIFICABILE?

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Esattamente ottantuno anni fa alle 8.15 del mattino del 6 agosto 1945, veniva sganciata la prima bomba atomica su Hiroshima a cui seguirà il secondo sgancio a Nagasaki tre giorni dopo. Il totale delle vittime nei primi istanti della deflagrazione fu di 70.000 morti nella prima e 40.000 nella seconda, per arrivare a 214.000 totali entro la fine del 1945.

Di quel tragico evento non rimane nessuna coscienza critica, ma solo il resoconto storiografico della situazione bellica che ha preceduto la decisione e della capitolazione del Giappone subito dopo. Al mondo rimane solo questo e il suono di una campana nel giorno e nell’ora per ricordare il fatto.

Alla luce della proliferazione delle armi nucleari, a cui stiamo assistendo, della sofisticatezza dei nuovi vettori capaci di colpire a migliaia di chilometri, della litigiosità delle nazioni orientate più allo scontro che al dialogo, questo drammatico retroscena storico sembra non avere insegnato nulla. Anzi ha fatto impennare il delirio di onnipotenza e di invulnerabilità.

Non solo, ma alcuni conflitti degli ultimi venti anni rendono quanto mai attuale la tentazione della soluzione finale dell’attacco atomico per la loro rapida risoluzione come è stato in quello tra USA e Giappone.

Il Presidente USA H.S. Truman non ha esitato un attimo a dare il via libera all’attacco nucleare giustificandolo al Congresso come l’unico modo per accorciare la guerra, che in verità era in stallo  per l’ostinazione giapponese a firmare la capitolazione Questa logica dell’ineluttabilità dell’utilizzo dell’atomica è stata la liberatoria della coscienza degli americani fino ad oggi, portando alla rapida archiviazione storica del massacro di civili giapponesi.

La mia generazione ha continuato a sostenere l’approccio storiografico trattando quell’evento bellico come uno dei tanti, come se si trattasse della Battaglia di Lepanto o di Stalingrado. Un semplice fatto storico da cui non trarre alcun insegnamento.

Sono soprattutto le grandi potenze, implicate negli attuali conflitti, superata la logica della deterrenza come ho già avuto modo di scrivere, ad avere aggressivamente il dito sul grilletto, in attesa della loro evoluzione. Dio non voglia che, ripetendosi la stessa situazioni di empasse, l’uso dell’atomica e le sue giustificazioni fossero adottate anche oggi.

Mi riferisco a conflitti sbilanciati nel rapporto di forza.  dove solo uno dei due possiede l’atomica, come ad esempio USA, Israele e Iran. Per tutti gli altri la dotazione nucleare ancora si trova nella prospettiva della deterrenza (al momento!).

Allo sgancio della prima atomica negli Stati Uniti non è seguita nessuna revisione critica. La coscienza del popolo americano non ha subito alcun contraccolpo morale, si è allineata con il suo Presidente di allora e di quelli di oggi.

Io credo che sia proprio questo vuoto etico ad avere sdoganato decisioni belliche di altre nazioni, non meno cruente e criminali. Cinque anni dopo la fine del Secondo Conflitto mondiale scoppiò la Guerra di Corea che condusse alla morte 1,5-2 milioni di civili. A seguire la guerra del Vietnam (1955-75) dove perirono più di un milione di vietnamiti. Solo dopo quattro anni si assistette allo sfacelo dell’azione Sovietica in Afghanistan.

Nella Prima e Seconda Guerra del Golfo le coalizioni guidate dagli USA contro l’Iraq fecero 400.000 vittime civili. A cavallo delle due, al ritiro delle truppe russe, corrispose il tentativo di invasione USA che nel 2001 cercò vanamente di vendicare il tragico evento dell’attentato alle Torri Gemelle. La campagna fallimentare durò venti anni con 47.00 civili morti. Tutto questa fase storica si svolse davanti agli occhi e alle coscienze di decine di stati occidentali e mediorientali come se tutto fosse un ineluttabile destino, basandosi su una analisi critica dei “perché e per come” deboli, ideologici e soprattutto demagogici.

Questo vuoto di coscienza critica ha sempre colpito l’ultimo secolo creando dei vuoti etici estremamente pericolosi per il rischio della reiterazione dei crimini geopolitici.

Nel cuore dell’Europa abbiamo assistito alla Guerra dei Balcani dove una nazione, la Serbia, si è sentita libera e giustificata di un orrendo genocidio in Bosnia sotto gli occhi dell’Europa e dell’ONU.  Quarant’anni dopo quale è la risonanza nel popolo serbo? Che rimane delle sue responsabilità storiche e morali? E mi chiedo ancora: Quali sono le possibilità di un nuovo rigurgito nazionalista che dia giustificazione a nuovi eccidi?

Prima ancora, lo sappiamo, c’è stato l’orrendo periodo del nazifascismo e della Shoah. A parte quei nomi che sono apparsi più spesso tra i maggiori responsabili delle vittime nazifasciste, al popolo tedesco e italiano che cosa è rimasto nel cuore e nella memoria individuale di quanto è avvenuto sotto i loro occhi per anni?  Ciò che posso dire è che non appare il minimo segno di coscienza critica. Questo è il motivo per cui oggi assistiamo a disgustosi rigurgiti di queste nefaste ideologie in persone giovani lontane dalla fase storica a cui fanno riferimento.

Lo stesso vale per il periodo stalinista che ha fatto venti milioni di morti tra i russi dissidenti, oltre le detenzioni nei gulag siberiani. Ancora oggi c’è chi inneggia a Stalin e auspica il ritorno del suo regime dittatoriale.

Potrei andare ancora avanti con gli esempi ma non è questo il focus di interesse di queste poche righe. Ho voluto solo sottolineare che se non vi è una assunzione di responsabilità che comincia con il rinunciare all’arrampicarsi sugli specchi con il sostegno delle ragioni che hanno condotto a tali aberrazioni, e non ci si sofferma sulle conseguenze reali, il mondo non produrrà cambiamenti sostanziali per dare una sterzata al suo futuro.

Se ci si soffermasse solo un istante con serietà e umanità senza cercare giustificazioni il tutto dovrebbe apparire innanzitutto come grave manifestazione di stupidità e stoltezza.

Il meccanismo che ho descritto, nei conflitti attuali, così vicini a noi, dovrebbe far tremare chi ha buon senso e intelligenza. Chi guida la storia attuale dovrebbe porsi la domanda dello tsunami di scelleratezza che riversa sulle giovani generazioni. È ancora più colpevole dal momento in cui demagogicamente le attrae sulle proprie posizioni ideologiche finalizzate a ricevere supporto e creare mortifere alleanze.

Questi uomini di potere nel loro delirio di onnipotenza combinano e scombinano gli equilibri del pianeta come se fossero eterni e immortali. Poi se andiamo a guardare sono tutti molto avanti con l’età, ma molto lontani dalla saggezza degli anziani auspicata molto tempo fa.

Per concludere posso dire con convinzione che non esiste alcuna giustificazione per tutto ciò che sta accadendo e che ruota soprattutto nell’ambito militare (bellico) visto che non offre alcuna via di uscita né a vinti né a vincitori. Non rimane quindi che il dialogo e l’incontro, disarmando il cuore degli stolti condannandoli prima di tutto al silenzio e poi al rimanere soli a rimuginare sulle loro deliranti idee.