Il grido accorato del Santo Padre Leone XIV su ciò che sta avvenendo nel mondo attuale non può non chiamare all’azione tutti i cristiani e ad una profonda e sincera riflessione: la questione di Dio, sulla scorta dell’evangelica domanda di Gesù fatta ai suoi discepoli: ”Chi dite che io sia?”
Il tema che già non è semplice viene terribilmente complicato proprio dall’interpretazione di Dio nella prassi storica e del rapporto tra le tre religioni monoteistiche, le quali attingono alla stessa radice: il Dio di Abramo. Per questo è ancora più paradossale dover rimarcare che ciò dovrebbe unire grazie alle radici comuni delle tre religioni è esattamente quello che oggi, non solo le divide fra loro, ma le porta fino alla blasfema proprietà di Dio stracciandone l’immagine in tre parti per possederne una porzione personale legittimante le peggiori azioni. Neanche i soldati sotto la croce hanno osato tanto per dividersi la tunica di Gesù.
Ha ragione Papa Leone quando tuonando con estremo vigore e severità richiama tutti Cristiani (e non), a non utilizzare la figura di Dio in contesti cruenti dove milioni di persone vengono uccise da mani omicide convinti di essere legittimati dall’approvazione di un dio partigiano.
Proprio questa mattina ho sentito su di un telegiornale che uno dei due uomini più potenti, di cui uno orgogliosamente cristiano, J.D. Vance, ha dichiarato che ci sono guerre e guerre, pertanto per alcune, a suo giudizio, è lecito confidare in “un Dio con noi”. D. Trump conclude spesso i suoi discorsi con “Dio benedica l’America”. Oltre ad essere oltraggiosa verso Dio, risponde più a quella barbara giustizia rappresentata nei film western.
Lo stesso avviene in Medioriente dove Israele, usa la visione messianica della sua politica facendosi scudo della protezione di Dio per la giustezza degli atti efferati compiuti sul popolo palestinese e libanese, nonché per giustificare l’appropriazione indebita dell’intera eredità spirituale della Terra Santa. Nel versante arabo, avviene lo stesso, ogni gesto di guerra (o di vittoria) inizia sempre con il grido “Allah Akbar” (Dio è il più grande) che talvolta precede o segue un atto di grande ferocia e disumanità.
Persino nel conflitto Russo Ucraino, una guerra palesemente fratricida, Cristiani Ortodossi che celebrano le stessa liturgie e festeggiamo la stessa Pasqua. Con i loro cappellani Militari, che benedicono i loro carri armati e le loro truppe invocano la protezione e di fatto, la morte del nemico. Nello stesso tempo dall’una e dall’altre partesi compiono violenze terribili anche sui civili a dispregio di qualunque senso di umanità.
Mi chiedo allora di quale dio (volutamente minuscolo) si sta parlando. Di quale porzione si appropriamo le varie fazioni che non esitano a “stracciarne le vesti” dell’Unico Dio appartenente a tutte e tre le confessioni?La parcellizzazione di Dio si mostra, non solo come eretica, ma anche come una tragica offesa al Padre di tutti compresi quelli che usano il Suo nome per i peggiori delitti. Fino a quando lo potrà sopportare?
Il mondo Cristiano Cattolico anche se non è implicato, almeno in Europa, in scenari bellici, è comunque diviso sulla propria visione dei conflitti. Il posizionamento pro e contro gli schieramenti rende invisibile la percezione dell’eresia di cui sopra che si insinua nelle menti e nei cuori. Benedizioni e maledizioni si alternano a seconda del caso. Di nuovo appare il “nostro Dio” e “il loro Dio” riproponendo il mitologico scontro titanico tra dei pagani. Questa visione eretica e sacrilega è quella che spiega la bruttura delle brutture, le guerre di religione!
In Santo Padre ha ricordato a più riprese che la preghiera per la pace passa attraverso la preghiera per la giustizia ed è convinto, come lo siamo anche noi, che non ci sarà mai pace senza giustizia.
Tutti i credenti stanno pregando sinceramente per la pace. A livelli più elevati, in sessioni ristrette di uomini importanti,, si dichiara la convinzione che non vi è futuro per l’umanità se non si arriverà a questo obiettivo. Ma la ferita alla giustizia è enorme, va oltre il turbinare ciclico degli eventi, è una ferita terribile e costantemente provocata e resa purulenta dall’insaziabile voracità di alcuni attori mondiali che ne tirano le redini e calcavano il drago per il proprio tornaconto alimentando di conseguenza le rivendicazioni e la rabbia di chi ne paga le conseguenze.
Ma se esistono i burattinai esistono anche i burattini. Figure minori asservite alla logica del burattinaio, soggiogate e disponibili a mettere da parte ogni remora morale pur di non perdere una posizione di benevolenza, Non si accorgono così di entrare in un ingranaggio, piccolo che si voglia, di questa macchina infernale,
Papa Leone presentando al mondo il suo coraggio nel denunziare tutto ciò indica la strada, non solo a noi cristiani, ma a tutti credenti che per amare la pace significa innanzitutto riconoscersi nel Dio delle Pace che è Uno per tutti. In questa conversione, ma come penso di avere chiarito, ci siamo tutti anche se lontani dalla guerra e dallo scempio planetario.
Il Dio in cui noi crediamo non è la “particella” cristiana di Dio. Ma il Dio che unisce tutti i credenti che la storia e le vicende umane hanno sfilacciato in maniera sacrilega e non giustificata.
Non ho timore di concludere queste pagine inserendo un discorso che si fa fatica ad affrontare. Come si fa a non vedere nel demonio il principale burattinaio di questo sfacelo. Lui è in grado di penetrare perniciosamente nelle menti di tutti gli uomini di ogni fede e religione, diversificando però le sue azioni maligne, reclutando da una parte ed imbonendo dall’altra. Reclutando nel bacino di quelli che già seguono e sono già sensibili alla sua logica: denaro, potere e successo. Dall’altra indebolendo le menti di chi subisce questo potere inducendo disperazione e sfiducia.
Il Santo Padre ha dato l’esempio! Nell’intervista concessa, mentre era in volo per l’Africa, affrontando il discorso sull’offesa fattagli da Trump disse con serena pacatezza: “Non mi fa paura!”. Questa risposta non rappresenta solo il coraggio di uomo che affronta un altro uomo, è un messaggio a tutta l’umanità, già echeggiato un tempo nel forte richiamo di Papa Giovanni Paolo II quando gridò dal sagrato di San Pietro nel 1978 all’inizio del suo Pontificato: “Non abbiate paura”. Amo pensare che, mentre Papa Giovanni Paolo II rivolgeva il suo invito al mondo cattolico, quello di Papa Leone oggi si sia allargato a dismisura e, senza confini, sia rivolto a tutti i credenti, più di sei miliardi, invitandoli a aderire all’ “Ut Unum Sint” (derivante dall’omonima Enciclica di San Giovanni Paolo). Con questo gesto di riconoscenza verso il creatore, l’unità raggiunta, certamente benedetta dal Dio della Pace e dell’Amore, si disarmerà il principe di questo mondo!
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