D.ssa Valeria Marsiliani (Psicologa, Psicoterapeuta, Sessuologa)

Una coppia non è costituita dalla somma delle individualità che la compongono, ma è molto di più; una coppia per essere definita tale deve essere in grado di generare qualcosa di nuovo e di diverso, una nuova realtà che non si identifichi con i membri che la costituiscono, pur comprendendoli.  Tale nuova realtà denominata diade ingloba tutti gli elementi che caratterizzano il maschio e la femmina o le individualità che comunque la compongono, e ne genera dei nuovi, spesso imprevedibili, legati all’interazione di quelle due unicità che ne sono la base e che hanno questa incredibile capacità generativa, che non è solo biologica ma soprattutto relazionale ed emotiva.

Tale funzione essenziale del maschile e del femminile può assumere però un significato ambivalente: infatti serve sia a garantire la vita della diade, che a provvedere al mantenimento della propria “essenza individuale” ovvero della propria unicità  che ne garantisce “l’esistenza in vita”. Ecco perché le coppie che tendono a fondere le proprie unicità perdendo i propri confini individuali (coppie definite simbiotiche) hanno vita breve e sono destinate al burnout.

La coppia nelle diverse epoche storico-sociali è stata caratterizzata da diverse forme diadiche:

le coppie di ieri erano influenzate spesso da scelte coniugali ad esse estranee; si trattava di unioni più stabili nel tempo perché fortemente controllate a livello sociale e che evidenziavano una scarsa profondità di rapporto. Le coppie di oggi sono certamente più libere dai condizionamenti sociali e/o parentali, ma di fronte alle difficoltà sono più sole, inoltre la famiglia che caratterizza la nostra società, “ridotta” in termini di componenti e più “disimpegnata” a livello relazionale, spinge la coppia al compito essenziale di essere se stessa: questo può condurla sia ad una maggiore apertura ma aumentano anche i rischi che la potrebbero condurre all’isolamento.

Per realizzare pienamente la diade, è fondamentale che ogni coppia riesca a svincolarsi dai rispettivi nuclei familiari, e questo passaggio essenziale troppo spesso risulta sottovalutato; infatti la mancata realizzazione di tale svincolo dalle rispettive famiglie d’origine può condurre uno o entrambi i membri della coppia a ricercare più o meno inconsapevolmente nel/nella partner la figura del proprio genitore. Tale problema non risolto può ripresentarsi nell’educazione dei figli/e come riproposta di vecchi “copioni” comportamentali e schemi relazionali “ereditati”, che vengono adottati o per imitazione o per opposizione.

Conflitti e tensioni si sviluppano inevitabilmente all’interno di ogni percorso relazionale di coppia, l’equilibrio di quest’ultima non è mai stabile e “per sempre”, ogni cambiamento implica un riorientamento del cammino intrapreso e quindi la ricerca di un nuovo equilibrio che sarà sempre caratterizzato da una realtà dinamica, quindi da un continuo divenire.

Fondamentale per una diade che sia funzionale e appagante nel tempo è la consapevolezza della propria identità e l’accoglienza e accettazione di quella dell’altro/a, il tutto nutrito da una comunicazione chiara e funzionale e dalla libera e spontanea centrata sul noi. Per riuscire a comunicare “l’essere con l’altro/a”, occorre andare oltre il semplice parlare; comunicare in maniera funzionale prima ancora che parlare, infatti, vuol dire saper ascoltare. Inoltre, si può comunicare sia a livello verbale che non-verbale: il silenzio può essere una modalità di comunicazione, come il gesto o lo sguardo; in sintesi comunicare nella coppia è “fare spazio” all’altro/a.

All’interno di una coppia sana e vitale i momenti di crisi diventano un’occasione evolutiva; caratteristiche essenziali per realizzare tale percorso in senso evolutivo sono:

  • un buon livello di ascolto, di comunicazione e dialettica tra i partners;
  • la capacità di far emergere i conflitti e di affrontarli
  • la capacità di individuarne la natura
  • la disponibilità al confronto/incontro

Si definiscono invece coppie a rischio quelle che risultano fissate ad uno stadio infantile, quelle che sono piuttosto chiuse rispetto al mondo esterno, quelle non in grado di far emergere e gestire il conflitto né di accettare il confronto. Infatti all’origine delle crisi di coppia c’è spesso l’incapacità di riconoscere  ed accogliere sia la propria realtà personale che quella dell’altro/a, nonché la nuova identità costituita dalla diade; a volte prevalgono aspetti fusionali o simbiotici che da una parte incantano attraendo e dall’altra bloccano impedendo alla coppia di crescere ed evolvere.

Si può, inoltre, rimanere intrappolati nella cosiddetta “bolla” dell’innamoramento e/o dell’immaginario che nel tempo fa consolidare aspettative mai esplicitate, con conseguenti amare delusioni.

Quindi come afferma un famoso psicologo “l’amore non basta…” (A. Beck) ma di certo è condizione necessaria per avviare il cammino di una coppia e va difeso, protetto e nutrito dai partners come qualcosa di “prezioso”; ciò comporta un “lavoro” quotidiano e costante di costruzione, rottura e ricostruzione di equilibri relazionali a diversi livelli, senza cui la coppia stessa non può sopravvivere. Certo è molto faticoso ma se l’impegno da parte dei partners è presente ed orientato al noi allora la coppia evolve e la soddisfazione reciproca può raggiungere alti livelli non costanti ma certamente appaganti e spesso sorprendenti!

COPPIA E COMUNICAZIONE: IL VEICOLO DELLA SESSUALITA’

la comunicazione umana, nelle sue componenti verbali e non verbali, procede con un andamento circolare e si può rappresentare proprio come un cerchio – dove non c’è un inizio ed una fine, ma un andamento a spirale che può involvere verso il basso o evolvere verso l’alto.  Questo implica che le persone si influenzano a vicenda e costruiscono, attraverso la comunicazione, la loro relazione; quindi si può affermare che la comunicazione non è semplice trasmissione di messaggi ma contribuisce a costruire una relazione fra due o più persone.

Nell’ambito della vita relazionale di coppia la sessualità è un veicolo fondamentale di comunicazione ed è proprio per questo che un’alterazione e/o un cambiamento della qualità in questo ambito non va sottovalutato. Spesso ciò che nell’intimità non riusciamo a dire con le parole, viene espresso inconsapevolmente attraverso il corpo e costituisce un campanello d’allarme per la relazione stessa che va affrontato prima che sia troppo tardi!

I disturbi sessuali psicogeni sia maschili che femminili che subentrano nel corso di una relazione di coppia consolidata sono spesso l’espressione di una crisi relazionale ed è per questo che vanno affrontati con interventi che tengano conto della loro complessità; quelli invece che caratterizzano da sempre la vita sessuale di una persona vanno affrontati considerando lo sviluppo psicosessuale e la storia relazionale del soggetto che ne è portatore. In tutti i casi per poter superare i disturbi sessuali psicogeni occorre affidarsi ad esperti del settore che siano in grado di proporre trattamenti specifici che coinvolgano la persona e/o la coppia e li affrontino inserendoli in un contesto più ampio sia relazionale che psicosomatico.

“L’incontro tra due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c’è qualche reazione, entrambe si trasformano” (C.G. Jung)

“La credenza che la realtà che ognuno vede sia l’unica realtà, è la più pericolosa delle illusioni” (P. Watzlawick).

“L’impossibilità di non-comunicare rende comunicative tutte le situazioni interpersonali che coinvolgono due o più persone” (P. Watzlawick).