Il titolo non vuole essere una provocazione bensì una doverosa affermazione che con l’esplicazione che seguirà, mira ad un chiarimento rivolto soprattutto al mondo cattolico intrappolato da strategie di manipolazione ideologica che generano confusione. La pretestuosa colpevolizzazione di antisemitismo, con cui si vuole giustificare il suprematismo sionista paralizza il mondo cattolico a fronte di una palese mancanza di rispetto verso tutti coloro i quali vivono in Terra Santa, compresi e a maggior ragione, i cristiani.
I nostri fratelli nella fede si trovano a vivere nel terrore, oggetto di un mobbing che, lo si voglia capire o no, li fa rientrare negli “indesiderati”. A mio parere i Luoghi Santi del Cristianesimo sono stati tollerati fino ad oggi per le ricadute economiche dovute al flusso dei pellegrini.
Oggi lo stato di Israele non ha più bisogno di queste entrate vista l’enorme mole di denaro che gli viene dagli Stati Uniti che certamente non vedono con gande simpatia la Chiesa Cattolica. Per questo è più che mai necessario liberarsi da questa trappola ideologica e chiarire al mondo cattolico alcuni aspetti fondamentali che riguardano la radice della nostra fede nell’Antico Testamento e più che mai nel Nuovo.
Il primo chiarimento. Israele oggi è un una entità prevalentemente politico-geografica sulla quale è stato calato opportunisticamente un velo di religiosità che attinge, è vero, alle radici bibliche ma prevalentemente nel senso storico. Basti costatare l’eterodossia nelle manifestazioni di infedeltà rispetto alle indicazioni della Scrittura a cui gli Ebrei avrebbero dovuto attenersi e ampiamente raccomandate dai Profeti. Ancora di più per la sordità ai severi ammonimenti rivolti a chi disattende le Leggi di Dio.
La visione Messianica di Israele (entità statuale), alla fine riguarda solo esclusivamente le Terra Promessa, intesa come visione geografica (quasi con criteri immobiliari!) i cui confini, avulsi dalle intenzioni di Dio, vengono artificiosamente determinati per fini politici e di potere.
La Terra Santa nelle intenzioni di Dio, e prefigurata nell’Antico Testamento, è un dono che Dio ha fatto a coloro che hanno creduto in Lui, che da millenni hanno seguito i Comandamenti e hanno ascoltato le voci di quegli uomini (i Profeti) a cui egli ha affidato il Suo Messaggio di amore, di correzione, di ammonimento e di condanna. Per questo la Terra Santa prima che una identità geografica è il luogo teologico e spirituale che racchiude in sé l’invito a diventare una potente e fedele identità spirituale e religiosa ad ampio spettro. Ovunque siano i credenti, il legame con la terra dei nostri Padri va collocato nello spirito e cuore e appartiene a tutti coloro che credono in Dio, non è parte di un mercato immobiliare blasfemo e sacrilego.
Inoltre, non va dimenticato che quella terra su cui si sta versando sangue Innocente è stata calpestata dai piedi santi di Gesù il Figlio di Dio che l’ha attraversata in lungo e in largo beneficiando tutti coloro che avevano bisogno di aiuto. In quella Terra Gesù è nato, ha vissuto, ha predicato, ha patito la Croce ed è risorto. I segni visibili di questo passaggio sono nelle Chiese, prima fra tutte quella del Santo Sepolcro, e tutti i luoghi di pellegrinaggio e di grande ricchezza spirituale.
Israele-Stato, che non ha nulla a che fare con l’Israele biblico, sta avanzando un diritto di proprietà anche sui luoghi santi della cristianità che non gli dovrebbero essere consentiti. Non solo, dobbiamo essere consapevoli che le decine di migliaia di morti, frutto di un genocidio mirato ad una pulizia etnica, comprende anche i cristiani (un esempio per tutti siano i morti della Chiesa della Sacra Famiglia di Gaza). Tutti, per la loro innocenza perdono l’identità di una appartenenza religiosa, e rientrano in quella di un popolo che ha creduto e crede in Dio, e che è vissuto per secoli e vive ancora in una “Terra Santa”, non come auto-qualificazione, ma perché dono di Dio per tutti.
Nell’Ebraismo delle origini veterotestamentarie si è innestata due millenni orsono una novità epocale, che ha la sua origine proprio dalle testimonianze di continue infedeltà da parte degli Israeliti che hanno indotto il Padre a mandare suo Figlio per riportare il suo popolo sulla retta via.
I Cristiani sono il risultato dell’adesione a questo invito e che hanno riconosciuto in Gesù il Cristo, il Figlio di Dio. Che lo si voglia o no, sia storicamente che religiosamente le strade si sono divise. Comunque, per noi Cristiani la Terra Santa è quella in cui si racchiudono le antiche e le nuove radici, soprattutto quelle spirituali, ma anche i luoghi in cui eventi topici sono avvenuti e che noi veneriamo.
Quanto sopra è per dire che la Terra Santa non è, né potrà mai essere inclusa in una realtà geografica nazionale che si senta in diritto di esprimere una potestà che può giungere anche ad una espropriazione (anche con mezzi violenti e militari). Per questo non può e non deve essere oggetto di trattative politico-economiche come l’amministrazione Usa ha cercato di imbastire a proposito di Gaza.
La partecipazione dei Cristiani Cattolici a realizzare la pace nella Terra di Gesù, è senz’altro frutto di preghiera, ma anche di impegno a prendere almeno le distanze da una visione diversa da quella spirituale-religiosa i cui legami siano forti con la Terra Santa, ma sentendosi pienamente liberi di esprimere il dissenso su tutto ciò che rientra in una logica geopolitica che confligga con i principi cristiani sia in senso religioso che etico-morale.
