OLOCAUSTI!

da | Lug 23, 2026 | BLOG, BLOG ARCHIVIO

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Dal momento in cui sulla scena della storia attuale è iniziata la tragedia di Gaza e della Cisgiordania, i commentatori politici più benevoli di fronte alle incontestabili e documentate brutalità, nello specifico dell’esercito israeliano e delle bande dei coloni, si sono espressi, nel migliore di casi con un avverbio di colore scialbo: “Inaccettabile”. Ma cosa vuol dire inaccettabile? Vuol dire condannabile, oppure che c’è una parte di quel comportamento esecrabile che può rendere l’azione accettabile? Aprire un valico per due ore, consentire la consegna di una modesta distribuzione di alimenti, può pareggiare i conti con le stragi di civili generate dai bombardamenti nei campi profughi, di ospedali, di auto con occupanti inermi?

Il termine inaccettabile per lo più usato nelle interviste suona più come una debole dichiarazione di dissenso che serve solo a ripulire la coscienza. Infatti, quello che mi viene da pensare è perché la dichiarazione si fermi a “inaccettabile” e non abbia un seguito, ad esempio: inaccettabile…è poi? E poi è il nulla!

Personalmente per sessant’anni della mia vita (ora ne ho settantasei) il mio rapporto con la Shoah è stato viscerale, alimentato da un profondo dolore e sconcerto. Di fronte hai fotogrammi della tragedia del popolo ebraico frutto della ferocia nazifascista non ho mai usato il termine “inaccettabile”.  Avrebbe rappresentato un debole dissenso espresso prima di girare le spalle.

I miei sentimenti sono meglio rappresentati dal termine “insopportabile” come tutto ciò che si fa ripugnante.

Questo è ciò che ho provato nelle due volte che mi sono recato ad Auschwitz. Un senso di nausea mi ha accompagnato durante tutta la visita camminando in mezzo ai macabri segni della lucida e folle ferocia umana. Ho resistito all’interno del campo, solo perché volevo che il tutto si imprimesse nel mio cuore e nella mia mente in modo da essere testimone puntuale e contribuire affinché non si ripetesse più. Invece un anno dopo la mia prima visita si scatenava la terribile guerra dei Balcani in cui l’esercito serbo, guidato da un governo criminale e un esercito feroce, ha ripetuto lo stesso modello genocida in Bosnia.

Ora ci troviamo davanti alla drammatica situazione a Gaza e nella Cisgiordania, dove impera la violenza, spesso gratuita, sulla popolazione civile.

Archiviato il termine “inaccettabile” come debole e forse anche un po’ vile, è necessario andare oltre pena il dover chiudere la parentesi storica della Shoah a causa della storia recente di Israele in cui le vittime di ieri si sono trasformate in aguzzini. La potenza militare dell’IDF espressa sugli inermi è più una vendetta e rivalsa storica che una vera affermazione di identità. Anzi, il fatto ancora più tragico è che, in questo momento storico in Medioriente, per responsabilità diretta di Israele, la Shoah non è più il monito per l’umanità affinché ci si tenga lontani da tali barbarie. Così stando le cose si potrebbe ripetere in ogni momento e in ogni dove. Le ragioni per scatenare la violenza si troveranno sempre!

Per quanto mi riguarda quando un qualcosa diventa insopportabile, non sono incline a chiudere frettolosamente la pratica.

Da uomo di fede non posso non gettare uno sguardo al Cielo con il cuore aperto al Trascendente. Mi sono chiesto, infatti, dove sono i milioni di vittime dei lager nazisti, i milioni di vittime dello stalinismo, delle centinaia di migliaia di musulmani bosniaci e le decine migliaia di palestinesi di Gaza-Cisgiordana, dei cristiani Libanesi?

La mia risposta, animata da una fede profonda, riconosce il Padre Celeste come il Padre di tutti, il quale con il suo Cuore addolorato certamente li avrà accolti tutti tra le sue braccia. Sono convinto che in Cielo delle diversità terrene non rimanga nulla. Ai Suoi occhi le vittime della violenza sono tutte uguali, come tutti uguali sono i carnefici responsabili che dovranno rendergli conto per i loro misfatti. Nessuno rimarrà impunito, questa è una certezza!

Tuttavia, poiché nel Cielo non ci sono differenze di sorta, tutte le vittime si riconosceranno per una diffusa ingiustizia, soprattutto i bambini che diventeranno, per grazia di Dio, subito Angeli indipendentemente dalla religione della loro famiglia.

A questo scorcio speciale di umanità celeste, vittima della ferocia dell’umanità terrena, io rivolgo una preghiera: per grazia di Dio diventino patrocinatori di pace e di giustizia, contribuendo a disattivare il desiderio di vendetta che anima tutti coloro che piangono la loro morte, di una parte e dell’altra!

È Dio Padre stesso il garante che quanto dal Cielo scenderà sulla terra e si spanderà sullo scenario cruento che contraddistingue questo tempo drammatico, diventi seme fecondo di pacificazione.

Sono consapevole che questo mio pensiero si lega intimamente alla mia fede e fiducia nella presenza di Dio nella storia dell’uomo, anche quella attuale. Per quanto opinabile, mi infonde tanta pace nel cuore e speranza che questi speciali patrocinatori celesti potranno aiutare  l’umanità, persa nella barbarie, a ritrovare il baricentro della civiltà.