BASTA!FERMATEVI,FERMIAMOLI.

da | Ago 19, 2026 | BLOG, BLOG ARCHIVIO

BASTA!FERMATEVI,FERMIAMOLI.

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Ormai è stato superato ogni limite! Non solo, ma stante le dichiarazioni, Israele promette addirittura di andare avanti ad oltranza, fino al raggiungimento di tutti gli obiettivi. Dal 7 ottobre gli obiettivi sono progressivamente cambiati: dalla ritorsione si è arrivati alla esplicita intenzione di conquistare e annettere Gaza, Cisgiordania e parte del Libano del Sud. Oggi i segnali di rigurgiti nazisti in Israele si fanno sempre più espliciti, basta guardare i Tg di questi giorni.

È proprio questa evoluzione che sta conducendo ormai alla certezza che quanto è accaduto il 7 ottobre è stata una operazione politico-militare del Governo Netanyahu, in cui il valico di Eretz e il Rave sono stati utilizzati come Cavallo di Troia per creare il casus belli per generare tutto ciò che abbiamo visto svolgersi davanti i nostri occhi in questi anni.

Abbandonato l’alibi ormai poco credibile e compromettente della vendetta, il quartetto nazista che guida Israele è venuto allo scoperto, nonostante le condanne più o meno larvate della comunità internazionale prosegue la sua politica genocida di annessione.

Le dichiarazioni dei ministri del Governo Netanyahu, in particolare Ben-Gvir, non celano l’ideologia che guida Israele in questo momento e come vengono considerati i palestinesi: esseri sub umani da eliminare: 30 ogni notte!

Che dire? La politica di Israele, di chiaro stampo nazista (nazional-sionista), mostra con disgusto quanto nella natura umana si possa celare tutto e il contrario di tutto.  La vittima si può trasformare in feroce assassino non appena ha l’occasione di esprimere il suo odio e la sua rivalsa.

Ma la domanda che pongo: come si è arrivati a questo punto. Solo per l’aggressività e la prepotenza di Israele?  Personalmente con credo che quanto accaduto nelle prime ore possa essere stato sufficiente per condurre verso questa escalation. Nulla sarebbe stato possibile se non si fosse creata una cortina di “comprensione e/o di appoggio” legata al mantra: “Israele ha il diritto di difendersi”.

Allo stato dei fatti non rimane, tristemente, che prendere atto che questa cortina ha protetto vigliaccamente il progetto di genocidario ed espansionistico di Israele, e per questo ne dovrà rendere conto alla storia.

Anche l’arma di difesa ideologica di tacciare coloro che criticano la politica nazional-sionista di Israele, come antisemiti, lascia ormai il tempo che trova.

È lo stesso significato oggi di semita ad essere messo in discussione. Il semitismo del terzo millennio non ha nulla a che fare con quello delle radici, come invoca il messianismo di Israele di oggi. Non è sufficiente portare una Kippà per essere identificati come parte del popolo di Israele, anzi chi la indossa armato e si comporta da assassino massacratore, credo abbia molto da temere dallo sguardo severo di Dio.

Il compatire con i nostri pastori, in primis il Santo Padre Leone e il Patriarca di Gerusalemme Card. Pizzaballa, pone il problema di come debbano porsi i cristiani di fronte a questo terribile scenario. Le domande sono due: è sufficiente (ma certamente necessario!) l’invito alla preghiera per la pace? Come rapportarsi emotivamente per onorare l’invito evangelico delle Beatitudini?

La vile liquidità dei leaders europei, come ho già avuto modo dire, si è attestata sul politicamente corretto di: “inaccettabile”! Per un cristiano, questa posizione è sufficiente per onorare l’impegno a combattere per la verità e la giustizia?

Penso che sia arrivato il momento di individuare con più finezza e lealtà il sentimento che alberga nel cuore e a cui nessun uomo saggio e onesto può sfuggire. Il termine meglio identificativo è: “indignazione”.

Tra “inaccettabile” e “indignazione” c’è un abisso! Essere indignati significa mettere già un confine in cui, onorando la verità si pone una distanza tra gli attori e le loro azioni.

Essere indignati non significa essere violenti o invocare azioni di vendetta di pari cruenza. L’indignazione è un moto del cuore che onora la verità. Si sottrare alle ideologie e isola coloro i quali compiono azioni esecrabili che non hanno giustificazioni come nel caso di Israele su Gaza e Cisgiordania.

Ritorna la domanda: un Cristiano può permettersi l’indignazione senza venire meno all’invito alla mitezza e amore per la pace? Rispondo con episodio evangelico della cacciata dei mercanti dal Tempio.

Sulla figura di Gesù “Principe della pace e modello di mitezza e umiltà di cuore” non possono e non devono esserci dubbi. Allora cosa è successo quella volta?

“Vennero a Gerusalemme e Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare quelli che vendevano e compravano nel tempio; rovesciò le tavole dei cambiamonete e le sedie dei venditori di colombi e non permetteva che nessuno portasse oggetti attraverso il tempio. E insegnava, dicendo loro: “Non è scritto: ‘La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti’? Ma voi ne avete fatta una spelonca di ladroni”.

Non pretendo di presentare una esegesi del brano, ma una domanda me la pongo. Quante volte Gesù era passato davanti al tempio e aveva visto questa scena? Quante volte con il padre e la Madre aveva usufruito dei servizi devozionali offerti da mercanti e cambiavalute? Eppure, quel giorno è stato preso da una forte indignazione (non ira!) Perché? Perché la misura era colma, era all’inizio della sua predicazione pubblica e questo lo aveva indotto a uscire allo scoperto nella sua facoltà di leggere nel cuore delle persone. Quello che aveva letto era la malizia profonda di una attività mortalmente scissa dalle intenzioni rituali. Era diventato un mercato e basta. Gesù colpisce la malizia delle persone e demistifica il falso atto religioso.

Nei tempi nostri ci sono altri esempi di evangelica reazione alle brutture e ingiustizie del mondo. San Giovanni Paolo II ben due volte esprime pubblicamente la sua indignazione. In Nicaragua nel 1983, a Managua pubblicamente sfida i sandinisti e con voce forte e indignata impone il silenzio ai partecipanti pro-regime convenuti per disturbare il suo discorso. Allo stesso modo quando, in Sicilia, nel 1993 nella Valle dei Templi, tuona contro i mafiosi aggiungendo all’invito alla conversione la minaccia che un giorno ci sarà la giustizia di Dio.

Quindi l’indignazione onora la verità del cuore e non è in contraddizione con quella “pace disarmata e disarmante” di cui parla il Santo Padre. Anzi l’indignazione dimostra che il sistema anticorpale di difesa verso le menzogne e i tentativi maliziosi di pilotare la storia in modo ideologicamente truffaldino, allontana da azioni di rivalsa violente e di vendetta.

In conclusione, senza nessun timore di accuse pretestuose di antisemitismo, invito con forza i Governi Europei e in  primo luogo quello italiano a rinunciare alla politica del “mercanti nel tempio” e di vile equilibrismo, nello stesso tempo, affermando la mia indignazione, auspico che il mondo cristiano, Pastori della Chiesa e Laici, motivati da autentica “parresia”, esprima pubblicamente e coraggiosamente analoghi sentimenti rispetto allo scempio genocida che si sta consumando in Terra Santa, davanti al mondo inerte,  e che non sembra avere fine!

Nota: L’immagine è presa da Facebook