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PAPA: SACERDOTI SANTI NON FUNZIONARI

DiDiac. Ermes Luparia

Nov 11, 2014

da Avvenire – 10 novembre 2014

“Non servono preti clericali, il cui comportamento rischia di allontanare la gente dal Signore, nè preti funzionari che, mentre svolgono un ruolo, cercano lontano da Lui la propria consolazione”. Lo scrive Papa Francesco nel messaggio indirizzato ai vescovi italiani riuniti ad Assisi per l’Assemblea straordinaria, dedicata proprio alla situazione (e formazione) dei 40mila preti del nostro Paese.

Nel testo il pontefice cita Tolstoi e la sua affermazione secondo la quale “separarsi per non sporcarsi con gli altri è la sporcizia più grande” e ricorda “il grande amore che san Francesco nutriva per la Santa Madre Chiesa Gerarchica, e in particolare proprio per i sacerdoti” e chiede ai vescovi italiani di “confermare, sostenere e consolidare” i sacerdoti che sono i loro “primi collaboratori, attraverso i quali la maternità della Chiesa raggiunge l’intero popolo di Dio”.

Quanti ne abbiamo conosciuti” di preti buoni e fedeli, la cui esistenza “parla la lingua della pazienza e della perseveranza; non turisti dello spirito, eternamente indecisi e insoddisfatti ma uomini “liberi dalle cose e da se stessi”, che “con la loro testimonianza hanno contribuito ad attrarci a una vita di consacrazione”, rileva Francesco.

“Da quanti di loro abbiamo imparato e siamo stati plasmati!”, continua il Papa nel messaggio ai suoi confratelli vescovi evocando i tanti preti la cui esperienza rammenta a tutti che “abbassarsi senza nulla trattenere è la via per quell’altezza che il Vangelo chiama carità; e che la gioia più vera si gusta nella fraternità vissuta”.

“Nella memoria riconoscente del cuore ciascuno di noi ne conserva i nomi e i volti: li abbiamo visti spendere la vita tra la gente delle nostre parrocchie, educare i ragazzi, accompagnare le famiglie, visitare i malati a casa e all’ospedale, farsi carico dei poveri”, confida Bergoglio, “nella consapevolezza che i sacerdoti santi sono peccatori perdonati e strumenti di perdono” e dunque rappresentano “ponti per l’incontro tra Dio e il mondo, sentinelle capaci di lascia intuire una ricchezza diversamente perduta”.

“Preti così – conclude il Papa – non si improvvisano: li forgia il prezioso lavoro formativo del seminario e l’ordinazione li consacra per sempre uomini di Dio e servitori del suo popolo. Ma può accadere che il tempo intiepidisca la generosa dedizione degli inizi e, allora, è vano cucire toppe nuove su un vestito vecchio: solo chi si lascia conformare al Buon Pastore trova unità, pace e forza nell’obbedienza del servizio; solo chi respira nell’orizzonte della fraternità presbiterale esce dalla contraffazione di una coscienza che si pretende epicentro di tutto, unica misura del proprio sentire e delle proprie azioni”.

 

Diac. Ermes Luparia

Marco Ermes Luparia, è nato a Roma il 27 Agosto 1950. Sposato con Leda Diodovich dal 1974, è padre di due figli (Cristiano e Damiano). Ordinato Diacono Permanente nella Diocesi di Roma nel 1995. Laureato in psicologia Clinica presso l’Università la Sapienza di Roma nel 1977 e successivamente specializzato in Psicoterapia Analitica nel 1981, in Psicoterapia Didattica nel 1983; formato in Medicina Psicosomatica nel 1981 ed in Bioetica presso l’UCSC di Roma nel 1993. Laureato in Scienze Religiose presso ISSR della Pontificia Università Lateranense nel 1993. Ha insegnato Antropologia Prenatale e Psicologia Clinica presso l’ISOE dell’Università di Urbino. Attualmente insegna Psicologia Vocazionale presso il Master per la Formazione di Psicoterapeuti Vocazionali del ISSR della Pontificia Università Lateranense (in collaborazione con l’Apostolato Accademico Salvatoriano). Presidente e Fondatore dell’Apostolato Accademico Salvatoriano (Ass. Pubblica di fedeli). Presidente-Fondatore dell’Associazione Italiana Psicologi e Psichiatri Cattolici (AIPPC). Ha pubblicato numerosi lavori nell’ambito della Psicologia Clinica, Psicologia Prenatale e Psicologia Vocazionale, Psicologia e Spiritualità della Famiglia.