SAPER DISCERNERE L’AMORE

da | Set 29, 2025 | BLOG

SAPER DISCERNERE L’AMORE

da | Set 29, 2025 | BLOG

L’amore è un sentimento squisitamente umano e costitutivo di relazioni forti di alto profilo progettuale.

L’uso mediatico che si fa di questa parola, anzi direi l’abuso mediatico del linguaggio corrente, ci dice che probabilmente si sta progressivamente logorando il suo significato profondo che mira a dare spessore ad alcuni legami rispetto ad altri.

In questa breve riflessione, come è nello stile dei miei blog, desidero offrire elementi che affinino lo sguardo e nello stesso tempo diventino dei punti di forza per discernere il sentimento vero dai surrogati, illusioni, distorsioni ideologiche di questo tempo.

Innanzitutto è necessaria una doverosa premessa sulla confusione che si fa tra emozioni e sentimenti. Le emozioni sono l’essenza della qualità e della varietà delle esperienze umane; senza la capacità di emozionarsi la vita non avrebbe colore né spessore. Ovvio, perciò, considerare l’emozione una caratteristica che permette di conoscere meglio la realtà, una forma evoluta di apprendimento.

La capacità di “dare un valore” rappresenta la sensibilità di un individuo, la sua capacità di captare velocemente se quello che gli sta accadendo intorno sia positivo o negativo per lui. Le emozioni, infatti, riassumono la complessità dello stato psico-fisiologico di ogni soggetto. Ne consegue che la varietà di emozioni che un individuo è capace di provare riflette la complessità del suo habitat naturale.

La perdita dell’equilibrio emotivo è spesso la causa sottostante a molte infelicità umane. Le emozioni, quindi, influenzano la ragione e contribuiscono al consolidamento delle opinioni, ma sono anche un patrimonio di cui l’uomo può divenire vittima.

Per quanto concerne i sentimenti, e ciò giustifica la grande confusione imperante, la psicologia non è di grande aiuto. Ad esempio, le definizioni reperibili fanno fatica a distinguere il sentimento dall’emozione. Alcuni si limitano a liquidare, in modo riduttivo, la questione definendo il sentimento come l’insieme di una sensazione fisica ed una emozione.  

Certamente le emozioni arricchiscono l’esperienza sentimentale a testimonianza della loro importanza ed imprescindibilità, ma non sono significativi di quella e solo quella esperienza. Ciò sta a dire che prima di tutto viene l’elemento diversificante: amo, odio, stimo, disprezzo, e poi ognuna di queste espressioni si associa con una emozione, talvolta la stessa per più di uno. Va rimarcato quindi che è il significato della relazione e dell’alterità (l’altro significativo) a dare forza e consistenza ai sentimenti.

In realtà vi è un altro obiettivo, molto serio che deriva da una mia personale opinione (e preoccupazione) sulla origine di quella aberrante catena di violenze verso il femminile che con troppa superficialità si attribuiscono alla natura beluina del maschile, sempre quiescente pronta ad esprimersi all’improvviso e senza preavviso.

In tutte queste terribili vicende c’è sempre un denominatore comune: per un certo tempo della relazione, variabile in ogni caso, tutti gli attori concordano per definire la loro relazione un’autentica una storia d’amore, magari con alti e bassi tuttavia considerati accettabili.

In questi “Bassi” possono apparire alcuni elementi che dovrebbero fare pensare, non a dei veri e propri precursori, ma almeno campanelli d’allarme. Essi esistono e sono visibili fin dai primi momenti della relazione e a mio avviso vengono più o meno colpevolmente sottovalutati. Vediamone alcuni.

Il primo, ovviamente è l’aggressività. Questo atteggiamento aggressivo magari si mostra in alcune reazioni spropositate in contesti quotidiani: le reazioni esagerate nelle questi di traffico, con persone del condominio, con colleghi di lavoro, con sconosciuti con cui si apre un contenzioso magari solo verbale.

Spesso questo comportamento, essendo rivolto ad altri, illude di essere al sicuro dai rischi personali, Purtroppo non è così! Già nel periodo in cui si discerne l’affidabilità della progettualità sentimentale, tutta la scena va ben monitorata. I cambiamenti positivi, a fronte di sollecitazioni della persona che si sta legando sentimentalmente, sono un buon indice prognostico della duttilità alle istanze amorose. Al contrario, la durezza e il persistere sono un indice prognostico negativo che dovrebbe far ben riflettere su quella che si profila come illusione. Ho omesso la violenza fisica in quanto essendo esplicita non sono un indice prognostico ma un dato di fatto sull’indole violenta del partner che da subito dovrebbe indurre a prendere le distanze. L’aggressività, o peggio che mai la violenza fisica del prepotente, unitamente alla paura e la remissività di chi subisce, convincono il violento che la sua ossessione al dominio, a sentirsi vincente, mentre il vessato si ritira sempre di più in un angolo cercando di scomparire in un atteggiamento di falsa autoprotezione. Da questo momento in poi la vita diventa un incubo.

Nel discernimento dell’amore vero c’è anche un altro fatto che appartiene alla cultura del nostro tempo. L’ipervalutazione della sessualità fin dall’adolescenza induce una grande confusione tra l’attrazione fisica e amore. L’attrazione fisica non richiede alcuna progettualità e nei tempi attuali si è anche disgiunta dal sentimento. L’amore ed il sesso possono anche essere separati. Il sesso segue l’attimo fuggente, il principio del piacere e della fruizione dell’altro ormai “cosificato”. L’amore invece, basandosi su molteplici fattori che vedono integrarsi il “principio del piacere” (l’attrazione verso l’altro) e il “principio di realtà” (il valore dell’altro in quanto persona) consolida il rapporto affettivo armonizzando magnificamente la gioia dello stare insieme al sacrificio per tutti gli impegni che ne derivano.

Ovviamente il puntare tutto sulla fisicità presto lascia il posto alla noia, alla gelosia e al decadimento affettivo, fino alla conclusione del rapporto. Occorre allora fin dall’inizio vigilare sia sulla qualità della relazione, valutando bene anche le proprie personali complicità con  la dipendenza affettiva, sia sulla ossessiva richiesta (e le sue modalità) che esprime il partner nel momento in cui carnalizza il rapporto escludendo il valore, rispetto e la tenerezza.

In conclusione cercherò, in estrema sintesi, di dare la mia opinione sul perché della sottovalutazione dei tanti segni premonitori. In   poche parole, aldilà dell’inflazione degli emoticon e della parola “amore”, oggigiorno le persone fin dall’adolescenza vivono un senso di precarietà affettiva (solitudine) e di incipiente terrore dell’abbandono! Da qui la sottovalutazione e l’illusione che tutto possa cambiare miracolosamente è un passo. Purtroppo, si può arrivare al punto di svendersi e  di farsi calpestare la propria dignità.

Quindi diventa imprescindibile educare le nuove generazioni alla cultura del valore dell’intera persona a partire dalla preziosità della vita (del proprio corpo) e del sentirsi   un’opera unica e in quanto tale un’Opera d’arte

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