UNA ECCLESIA, UNUM PASTOR, UNA VOX

da | Mag 12, 2026 | BLOG, BLOG ARCHIVIO

UNA ECCLESIA, UNUM PASTOR, UNA VOX

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Questo mio scritto viene dalla strada e dall’ascolto attento a quello che accade in questo tempo e alle reazioni del mondo cattolico, anche quello più impegnato.

In questi giorni, nella lettura degli eventi planetari, si aggiunge la voce autorevole del Santo Padre Leone XIV una voce che purtroppo incontra una delle malattie di questo tempo di cui neanche i cristiani cattolici sono immuni. Non sono solo i responsabili della geopolitica dei macrosistemi sociali a mettere sotto il microscopio le parole del Papa, ma anche l’uomo della strada e tra questi ci sono anche i cattolici.

L’Io, che è il maggior sostenitore del relativismo, sta continuando a corrodere astutamente le coscienze, non tanto nella distorsione dei fatti e del loro fondamento etico, bensì nell’orientare singole persone e gruppi ecclesiali verso la logica degli schieramenti.  Più che mai in questo tempo!

Mi sembra che questa visione frammentata e frammentante sia fortemente presente anche nell’adesione al Vangelo verso il quale ognuno si sente legittimato a togliere e ad aggiungere a proprio piacimento pezzi teologici e spirituali. La prospettiva della Chiesa cattolica è quella di essere un “tessuto unico” fatto da una trama armonica composta da tutti i fedeli in una convergenza   spirituale “senza se e senza ma”. Ad onor del vero ci troviamo ancora nella trappola di una adesione a “macchie di pelle di leopardo” e non riguarda solo il mondo laico. Anche alcuni Ministri Ordinati sono incappati nell’inganno del relativismo secondo cui, per alcuni si osserva una bassa adesione su alcuni principi di fede, per altri nella prassi liturgica, per altri ancora su alcuni aspetti devozionali (ad esempio la devozione Mariana).

Partendo dal presupposto che tutti i sacerdoti hanno frequentato studiato in strutture formativa omogenee con programmi omogenei, evidentemente queste isole di eterodossia sono maturate già a partire dalla formazione iniziale. Sono rimaste in incubazione fino al momento in cui raggiunta la libertà e l’autonomia nel ministero ci si sente liberi di essere come si vuole e aderire solo a ciò in cui si crede personalmente.

Ovviamente l’immagine della Chiesa in cui crediamo e professiamo (Simbolo degli Apostoli) non può essere quella di un tessuto sfilacciato e disarmonico. Ahimè, questa è la triste realtà, una Chiesa come la giustapposizione (talvolta solo estetica) di singoli e di comunità che percorrono la loro strada fatta di trappole ideologiche frutto di dinamiche e passioni umane, di visioni narcisistiche che pongono anche i cristiani cattolici in un clima di ostilità reciproca e divisone.

“Non c’è peggior navigazione come quella della nave che non sa dove andare”. Per dire che non sono le tempeste, o i marosi o le bonacce a insidiare la navigazione, ma la mancanza di una rotta sicura.

Ad “Una Ecclesia” non può che seguire ”Unum Pastor”. In questo momento Leone XIV è il nocchiero di questa nave, è colui che la guida. Per quanto riguarda la rotta, purtroppo nella visione attuale del Papato da parte del mondo cattolico si è insinuata una deformazione sottile e pericolosa: il pensiero del Papa è solo il pensiero di un uomo (un cattolico) che ricopre il Ministero più elevato nella Chiesa Cattolica. In questa ottica tutti si sentono liberi di concordare o essere in disaccordo con ciò che il Papa afferma. Qui iniziano gli strappi e le smagliature ecclesiali a tutti i livelli.

Questa posizione, ancora una volta contaminata dal relativismo ecclesiale, mostra quanta poca comprensione ci sia sulla figura del Pontefice e del suo ministero Petrino. Richiamo perciò l’attenzione su due atti fondamentali che attengono a tutti i Pontefici e su cui si sorvola con disinvoltura: il Magistero Ordinario e quello Straordinario. Sorvolo sul secondo e mi soffermo sul primo in quanto più soggetto a colpevole disattenzione e sottovalutazione da parte di tutti membri della Chiesa.

A mio parere il Papa non esprime mai opinioni personali, anche se si tratta di un’intervista, un commento in un evento pubblico, o dialogando su un aereo con i giornalisti. Ognuna di esse rappresenta una occasione (pensata e ponderata) per esprimere il suo Magistero Ordinario e così deve essere considerata. In quanto Magistero, anche se con semplicità ordinaria indica sempre una rotta e un orizzonte sul quale riflettere, correggersi e verso il quale tutta la Chiesa Cattolica deve guardare con attenzione. Perciò Ordinario è il contesto, ma non la forza del messaggio, più che mai in questo momento storico in cui il mondo cattolico si sta sfaldando perdendo vista la strada evangelica fatta di amore e difesa della verità e della giustizia senza le quali non ci sarà mai la pace in nessun angolo del mondo. Oggi il Santo Padre sta davanti al suo popolo indicando la strada unificatrice e richiamandolo a sottrarsi dall’insidia demoniaca della divisione ideologica. Tutti i “se e ma” delle personali opinioni stanno portando anche i cattolici l’uno contro l’altro. Non voglio fare tanti esempi poiché alcuni sono sotto gli occhi di tutti. Ma uno sono costretto a portalo all’attenzione del lettore, Quello che sta avvenendo in Terra Santa dovrebbe richiamare i Cattolici di tutto il mondo ad esprimere un pensiero univoco in comunione con quello espresso con chiarezza dal Santo Padre (in comunione con il Patriarca Pizzaballa); invece, si sfascia in colpevoli schieramenti politico-ideologici che giustificano o condannano una o l’altra parte. Alleggeriscono o demoliscono le posizioni. Papa Leone sta facendo questo? Assolutamente no, richiama tutti, cattolici (ma anche i non cattolici) ad una visione evangelica sulla scena terribilmente cruenta, affinché, se non il Vangelo, almeno sia lo spirito di Verità, senza equilibrismi e percorsi liquidi, ad illuminarla, rafforzata dal suo Magistero Ordinario, semplice immediato e comprensibile, che cala la Parola del Signore” nel qui e ora”. Lo ripeto ancora una volta, quella del Santo Padre non è una delle tante opinioni, è un serio richiamo magisteriale a liberarsi dalle trappole ideologiche e del relativismo nonché un richiamo a convergere su ciò su cui si fonda la nostra Fede,

Per ultimo sottolineo che, se le prime due affermazioni (una Ecclesia e Unum Pastor) fossero veramente condivise, il popolo cattolico dovrebbe presentarsi al mondo come una compagine unita, compatta che si esprime verso le sfide del mondo con una sola voce unitamente a quella del suo Pastore.

Vale e dire, affermare con voce forte, “disarmata e disarmante”, che non intende essere complice (anche con il solo pensiero) di azioni ingiustificate e ingiustificabili frutto di colpevoli devianze spirituali davanti agli uomini e davanti a Dio. Un obiettivo questo che può veramente offrire una prospettiva di speranza per un futuro che oggi, purtroppo appare ancora, nebuloso.

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